Carta del docente riconosciuta con sentenza ma niente bonus: con il giudizio di ottemperanza si può
È ormai noto che i docenti precari, per ottenere la c.d. “Carta del Docente”, siano stati costretti a presentare ricorso in Tribunale (ricordiamo che dall’a.s. 25/26 il beneficio è stato esteso per legge anche ai docenti con contratto sino al 30.06).
Nonostante la sentenza favorevole, tuttavia, molti non si sono visti accreditare dal Ministero la somma riconosciuta, anche dopo diverso tempo dall’emissione del provvedimento.
In questi casi, l’unica soluzione da percorrere è quella dell’instaurazione di un giudizio di ottemperanza presso il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).
Si tratta di un procedimento (che si conclude in tempi relativamente brevi) attraverso cui il Ministero viene costretto ad adempiere entro un termine assegnato, scaduto il quale sarà un Commissario ad acta, nominato direttamente dal TAR, a provvedere.
Nell’esperienza del nostro studio, il giudizio di ottemperanza si è rivelato l’unico strumento in grado di premettere ai docenti di ottenere il beneficio riconosciuto con la sentenza.
I nostri clienti, infatti, dopo l’ottemperanza ed in poco tempo, sono stati autorizzati ad accedere al portale della “Carta del Docente” ed hanno ricevuto l’accredito nel loro borsellino elettronico.
Un risultato che, nonostante l’instaurazione di due diverse procedure giudiziali (il procedimento in Tribunale prima, ed il giudizio di ottemperanza al TAR, poi), ha permesso al nostro studio di tutelare i diritti di moltissimi docenti precari ingiustamente privati del godimento della Carta del Docente.